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SAPPADA | Sfilata dei Rollate | Giovedì Grasso 20|02|20

Sappada, Friuli-Venezia Giulia, Udine, (IT); Plodn in sappadino, Bladen in tedesco, Sapade in friulano, Sapada in ladino. Sorge ad un’altitudine di 1245 m nell’estremità nord-orientale delle Dolomiti tra Cadore e Carnia al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Al giovedì grasso si svolge la tradizionale sfilata dei Rollate. 

Il Ròllate (róllat in sappadino) è una maschera tipica del carnevale di Sappada . Il Rollate Indossa una pelliccia scura di montone e una maschera intagliata nel legno. Questa maschera rappresenta il volto di un uomo maturo molto autoritario e incute timore.

Il nome Rollate prende il nome dalle rolln, campanacci a forma di sfera legate alla vita che vengono fatte suonare durante il corteo che si snoda nelle varie frazioni del paese. Il suono “rotondo” di questo campanaccio da ritmo al rito stesso.

I Rollate vengono preceduti da un folto gruppo di giovani pagliacci (pajazn) maschere simili ad arlecchini con un tipico capello conico multicolore simili ad altri carnevali austriaci. 

Fotografie di Manuel Schiavi.

ORMEA | Carnevale de J’Aboi

Il Carnevale storico di Ormea ha luogo nella cittadina in provincia di Cuneo nell’Alta Val Tanaro al confine tra il Piemonte e la Liguria. La manifestazione è la rappresentazione della storica festa che i montanari dell’Alta Val Tanaro iniziarono nel X secolo quando riuscirono a sconfiggere e ad allontanare i Saraceni che per almeno 60 anni avevano imperversato nel territorio. Nelle fotografie potete vedere i Patoci sorta di Arlecchini e di animali, vestiti alla montanara con i calzettoni rossi, i pantaloni al ginocchio di velluto e la giacca di fustagno. Nascondono la faccia con una maschera di pelliccia e tengono in mano una terribile arma, a patlaca, sorta di mazza di legno con una serie di lamelle che producono un rumore assordante. Sono le guardie della manifestazione che non esitano a colpire con la loro arma la folla che si avvicina troppo al gruppo festante. Sono anche i donnaioli che approfittano della situazione per avvicinare le ragazze dei villaggi che visitano.

SUVERO | Carnevale dei Belli e dei Brutti | 11 Luglio 2021 ad Ormea

Questo antico carnevale vede come protagonisti i belli e i brutti, i primi indossano abiti colorati e floreali mentre gli altri pelli di animale e grossi copricapi con corna e alla cintura campanacci di bovino. l’intero corteo è richiamato da alcune maschere che suonano una grande conchiglia nota come “a lumaga”.

MILS (AU)|Matschgerer|08/02/15

Uno dei carnevali più interessanti nel panorama dei riti Tirolesi è la sfilata dei Matschgerer di Mils. Evento che è entrato a far parte del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco nel 2011. Numerose sono le figure coinvolte in questa tradizione. Troviamo le figure mascherate di: Klötzer, Zottler, Tschaggeler, Weisse, Tuxer, Hiatler, Spegeltuxer, Bujaz. Viene inscenata la classica lotta, ricorrente nei numerosi riti alpini, tra inverno e primavera: rispettivamente Zottler e Tuxer. Altre maschere compaiono in questo rito come gli Orsi e le Streghe che fanno da contorno a tutta la sfilata. Da notare la bellezza dei copricapi dei Matschgerer, tutti minuziosamente rifiniti e colorati con uno specchietto al centro forse a richiamare la luce del Sole e a creare un bellissimo gioco di riflessi. 

AXAMS (AU)|Wampelerreiten|15/02/15

Un rito tirolese molto particolare è l'annuale "Wampelerreiten" ad Axams vicino a Innsbruck, che si tiene al Giovedì Grasso. Questa tradizione è stata dichiarata  "Patrimonio culturale mondiale" dall'UNESCO nel 2016.
Giovani uomini che indossano cappelli neri, maschere in legno e camicie bianche imbottite di fieno sfilano per le vie del piccolo paese e inscenano una lotta (cosidetta Wampeler “pancia grassa”) contro i Riders che cercano di imbrattare le loro camicie. Questa lotta determinerà il raccolto dell’anno: più Wampeler escono indenni da questa battaglia più ricco sarà il raccolto. I personaggi in maschera più caratteristici di Axams sono i cosiddetti “Wampeler”, “Tuxer”, “Flitscheler”, “Nadln” e “Buijazzln”, vestiti con abiti colorati e brillanti attirano l'attenzione dei passanti. L’evento inizia intorno a mezzogiorno sulla piazza centrale del paese. 

EVOLENE (CH) | CARNEVALE DI EMPAILLES E PELUCHES |

Il comune di Evolène si trova sopra Sion nel Vallese nella Val d’Hérens. A Évolène, L’ultima domenica di carnevale, le maschere degli «empaillés» e «peluches» escono per le strade del villaggio. Il carnevale tempo fa era un momento di pura sregolatezza: erano concessi sgambetti e spintoni e andare in giro a seminare spavento era visto come un modo per allontanare gli spiriti maligni e scacciare l’inverno. Da una trentina d’anni il carnevale è noto anche al di fuori di Évolène ed è diventato più tranquillo. 

Due le maschere tipiche: gli «empaillés» e i «peluches». Entrambi dimostrano il legame profondo che gli abitanti hanno mantenuto con la natura e gli animali. Oltre alla maschera, i «peluches» indossano delle pelli non conciate; gli «empaillés», anch’essi mascherati, sono invece rivestiti di sacchi riempiti di paglia, allegoria dell’agricoltore. Se la paglia e le pelli erano utilizzate spesso per mascherarsi in passato, il carnevale di Évolène è l’unico a non aver ancora rinunciato a questi due materiali. Le maschere, antropomorfe, sono scolpite nel legno e possono rappresentare la testa del diavolo, del leone, del gatto o di figure mostruose. Le maschere sono intagliate nel legno e hanno forme animalesche.

Il carnevale riveste anche un’altra funzione che riguarda nello specifico i ragazzi. In passato, l’atmosfera sfrenata di questo periodo dell’anno era infatti anche l’occasione per incontrare la propria amata. 

«Peluches» e «empaillés» facevano la corte alle ragazze senza togliersi la maschera: l’identità era svelata solo alla fine dei festeggiamenti.

I festeggiamenti sono molto vivaci e il baccano fa parte del prestigio di questa festa: ovunque si sente il suono dei campanacci.

Allego un video documentario realizzato da me nel 2012.

fotografie e video di Manuel Schiavi

COUMBA FREIDA| CARNEVALI |

In Valle d’Aosta, esattamente nella Valle del Gran San Bernardo che comprende  i paesi di Gignod; Allein; Etroubles; Saint-Oyen; Saint-Rhémy-en-Bosses si svolge ogni anno il noto Carnevale della “Coumba Freida” ovvero della “Valle Fredda”  così soprannominata per via degli spifferi d’aria gelida che scendono dal colle del Gran San Bernardo. Negli anni ho visitato tutti questi posti e avuto il piacere di condividere le mie ricerche con gli abitanti del posto e con le stesse maschere. 

Le maschere e i costumi di questo carnevale di montagna rievocano il passaggio dei soldati al seguito di Napoleone nel maggio del 1800. Un’altra versione racconta che il carnevale sarebbe nato da un matrimonio matrimonio di due sempliciotti già un po’ anziani. Gli abitanti del villaggio avevano deciso di festeggiarli e di divertirsi in modo particolare e decisero così di indossare degli abiti inusuali. Le landzette, cosi chiamate le maschere di questo carnevale, indossano costumi colorati e cappelli che ricordano le uniformi napoleoniche. Questi abiti costosi, realizzati da sarti locali sono pieni di perline e paillette e di specchietti che riflettono il sole e allontanano le forze maligne. Il volto delle Landzette è coperto da una maschera di gomma con sembianze umane o animalesche,  un tempo questa maschera era  di legno e in mano tengono crine di una coda di cavallo  che viene fatta svolazzare per cacciare i venti freddi e richiamare quelli più caldi. Le maschere in vita portano una cintura munita di un campanello che suona un tintinnio molto piacevole. 

La Meison di carnaval de la Coumba Freida  è un museo etnografico dedicato al carnevale della Coumba Freida e in particolare a quello che si svolge ad Allein. Il museo è ospitato nella casa medievale di Ayez, villaggio di Allein, e fa parte del circuito promozionale museale valdostano Musei in cammino.Il Museo mostra l’evoluzione della tradizione dei Carnveali storici della Coumba Freida e contiene diverso materiale offerto dai privati. Alcuni anni fa ho regalato alcune mie stampe fotografiche che documentano i momenti principali del carnevale di Allein ed ora sono esposte al museo. Vi consiglio di visitarlo siccome è davvero interessante. 

Ricordo il mio prezioso contributo con una relazione sul Carnevale di Allein al Convegno «Carnevali e folclore delle Alpi» e alla successiva pubblicazione del testo «Carnevali e folclore delle Alpi»  acquistabile su amazon. Per info e scaletta completa visita https://www.facebook.com/istassavalcam/photos/a.384345511620830/2724632164258808/?type=3&theater

Allego un video documentario realizzato alcuni anni fa in una delle mie tre visite al Carnevale di Allein. 

fotografie e video di Manuel Schiavi

TUFARA | IL DIAVOLO |

Tufara è un comune italiano di 843 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise. 

Ogni anno, per carnevale, viene rappresentata la mascherata del “Diavolo”. Questa tradizione potrebbe essere collegata ai riti sannitici, in cui la passione e la morte del dio Dioniso, dio della vegetazione, veniva impersonificata da una maschera zoomorfa, quella, appunto, del divaolo. Dioniso è venerato qui come il mito della Fenicie, che muore e risorge. Il Diavolo di Tufara indossa sette pelli di capra cucite addosso e una maschera nera e rossa realizzata dai ragazzi del paese con la cartapesta. il Diavolo viene trattenuto durante il corteo dalle catene dei Folletti. 

Altra figura principale in questa pantomima è “la Morte”. Delle figure vestite di bianco con il volto cosparso di farina rappresentano la purificazione del seme che muore per dar vita alla pianta e al raccolto. Tale figura è armata di falce che viene alzata e abbassata durante il corteo evocando proprio il gesto dei contadini che mietono il raccolto. Le maschere saltano, gridano e urlano per le vie del paese. 

La terza grande maschera è il Simulacro: un fantoccio di paglia che funge da capro espiatorio del carnevale. Alla fine della cerimonia il pupazzo viene processato dalla comunità e condannato dalla giuria. 

Il Carnevale del Diavolo ha fine verso sera quando, ai piedi dell’antica fortezza longobarda, verrà eseguito il processo e la condanna a morte del Carnevale. Sulla rocca i fantocci di panno e paglia vengono giustiziati da un tribunale composto da presidente e giudici.

Allego un video documentario realizzato nel 2014 in una delle mie tante visite a questo Carnevale del quale conservo un bellissimo ricordo anche per la simpatia e accoglienza di tutti i paesani.

fotografie e video di Manuel Schiavi

LÖTSCHENTAL (CH) | CORTEO DI TSCHÄGGÄTÄ |

La Lötschental è la più grande valle laterale del versante nord del Canton Vallese in Svizzera. Contorna per 20 chilometri le vette della frontiera tra il Vallese ed il Canton Berna. Il comune principale è Kippel con 500 abitanti. Gli altri comuni sono Ferden, Wiler e Blatten.

A Carnevale escono le maschere tipiche della valle che si chiamano Tschäggättä. Questi personaggi indossano una maschera sovradimensionata in legno di pino di cembro, abiti in pelle animale e un grande campanaccio legato alla cintura che viene fatto suonare per le vie dei paesi.  Queste maschere girano per i tre villaggi della valle durante la settimana del carnevale e creano scompiglio nella monotonia delle giornate.  Tschäggättä è un nome femminile e significa “strega”, “donna semplice” o “stupire”. 

Le origini di questa tradizione sono da ricercare nella storia della valle e nelle  leggende relative a briganti travestiti da mostri, protesta contro la politica vallesana nel 1550 che venne eseguita, appunto,  con travestimenti, simbolo temporaneo del ritorno dei morti tra i vivi o della lotta contro gli spiriti maligni.

EGING AM SEE (DE) | KRAMPUSSE DELLA BAVIERA | 26|12|2019

In tutta l’area tedesca il Krampus (derivato dal tedesco arcaico kramp ovvero artiglio) è un essere demoniaco (uomo-capra) che accompagna la figura di San Nicola. Questa tradizione è legata alla mitologia cristiana in quanto il Krampus è un demonio sconfitto dallo stesso San Nicola e perciò costretto a seguirlo. 

Queste manifestazioni sono eventi tipici della giornata della vigilia di San Nicola, 5 dicembre, nate più di 500 anni fa e tuttora festeggiate in Austria e Germania meridionale (Baviera), in Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, in alcune parti della Croazia, in Trentino-Alto Adige ed in alcune parti del Friuli – Venezia Giulia. La sfilata solitamente segue questo ordine: in primis sfila lo stesso San Nicola, a piedi o su di un carro, distribuisce dolciumi e piccoli regali ai paesani; a seguire un folto gruppo di Krampus: demoni inferociti, armati di fruste e catene. Questi sono demoni dalle sembianze mostruose e animalesche, scatenati e molto inquietanti, che si aggirano per le strade alla ricerca dei bambini “cattivi”. I loro volti sono coperti da terrificanti maschere diaboliche, i loro abiti sono laceri, sporchi e consunti. I Krampus provocano rumori ottenuti da campanacci o corni e colpiscono con frustate la gente.

Questa manifestazione è legata al solstizio invernale e si inserisce nel quadro delle Raunechte (Notti delle Nebbie). 

È curioso che a mascherarsi secondo la tradizione, e a volte anche in abiti femminili, sono esclusivamente gli uomini. Ma il Krampus, può essere anche femminile, e in questo caso si chiama Krampa.

La leggenda del Krampus racconta che tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei piccoli paesi di montagna si travestissero usando pellicce formate da piume, pelli e corna di animali. Essendo così irriconoscibili, andavano in giro a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini, derubandoli delle provviste necessarie per la stagione invernale. Dopo un po’ di tempo, i giovani si accorsero, però, che tra di loro vi era un impostore: era un demone, che approfittando del suo reale volto diabolico si era inserito nel gruppo rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra. Venne dunque chiamato il vescovo Nicola, per esorcizzare l’inquietante presenza. Sconfitto il demone, tutti gli anni i giovani, nel giorno della vigilia di San Nicola, travestiti da demoni, sfilavano lungo le strade dei paesi, non più a depredare ma a “punire i bambini cattivi”, accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male. 

Ho documentato sfilate di Krampusse in tutta l’Austria, Bassa Germania e Italia. Trovate un link video ad un documentario realizzato alcuni anni fa da me a Serfaus nel Tirolo austriaco e alcune fotografie del recente raduno di Krampusse tenutosi a Eging am See in Baviera lo scorso Dicembre, al quale hanno partecipato oltre 30 gruppi di maschere. 

fotografie e video di Manuel Schiavi

ARDESIO | Scasada del Zenerù | 31|01|20

Ad Ardesio in Alta Valle Seriana sulle Alpi Orobie (provincia di Bergamo) il 31 gennaio si svolge la “Scasada del Zenerù”. Un tipico rito che si svolge anche in altri paesi dell’arco alpino e serve a cacciare l’inverno e richiamare la primavera. L’inverno viene cacciato facendo un grande rumore e fracasso prevalentemente con l’uso di campanacci ma anche pentole, latte, raganelle e tamburi di ogni dimensione. A seguito di questo corteo viene bruciato un fantoccio, che ogni anni ha un tema diverso. Questo, rappresenta la stagione invernale che viene simbolicamente bruciata lasciando spazio alla nuova stagione che si spera, ovviamente, più propizia di quella passata. Insieme all’inverno vengono anche “bruciate” tutte le paure e ansie che hanno caratterizzato l’anno passato. I campanacci suonano fino a quando il fantoccio finisce di bruciare. Ogni anni vengono invitati gruppi di maschere diverse. Qualche anno fa venne invitato un gruppo Irlandese e quest’anno è stato invitato un gruppo Sardo di qui allego alcune foto. Ho documentato questo rito per diversi anni e sono nate con la Pro Loco del posto collaborazioni interessanti come la pubblicazione di un testo dal titolo “Campanacci, Fantocci e Falò, riti agro-pastorali di risveglio della Natura” a cura di Giovanni Mocchi e Manuel Schiavi e con il Patrocinio di Regione Lombardia. Allego un link you tube per la visione di un video realizzato da me in una delle edizione passate di questo rito.

Fotografie e video di Manuel Schiavi.